Bot: una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo

Il futuro del marketing passa attraverso i bot. Scopri le potenzialità e le molteplici possibilità di utilizzo, per diventare un marketer “eletto”

“Adesso ti spiego perchè sei qui.

Sei qui perchè intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti, senti solo che c’è”

 

Ho sempre sognato di parafrasare il monologo di Matrix in cui Morpheus accoglie Neo, in questo articolo ho finalmente avuto la possibilità di farlo.

 

Hai scelto la “pillola rossa“, dunque ti interessa scoprire maggiori informazioni sul tema dei bot.

 

Per semplificare al massimo, possiamo identificarli come dei software di aiuto per consulenze e acquisti, in grado di apprendere in base a quello che abbiamo fatto o detto loro in precedenza. Durante un recente corso di aggiornamento, Andrea Trento, ci ha fornito una definizione molto più cool:

 

Un bot è un assistente virtuale e non, in grado di interagire con gli utenti.
È tecnologia mainstream che sta mutando le interazioni e l’esperienza d’uso, UX, degli utenti tramite una Conversational UI

 

Piattaforme come Messenger stanno svolgendo un ruolo chiave per la diffusione di questi sistemi e tanto per capirci, ad oggi, sono più di 35.000 i bot pubblicati sulla piattaforma di Mark Zuckerberg.

 

 

Come avevamo anticipato nell’articolo relativo alle tendenze digitali del 2017, i bot sono di fatto un nuovo canale comunicativo con la capacità di generare un beneficio immediato.

 

Aspetti positivi in breve

  • Poche barriere di utilizzo
  • Nuovi contesti di utilizzo
  • Modalità di impiego indipendenti o abbinati ad altri canali digitali tradizionali
  • Capacità di interrompere e modificare i tradizionali modelli di interazione con l’utente, sperimentando nuove interazioni e UX

 

 Possibili aspetti negativi dei bot?

Uno solo. Parlo del problema che hanno posto tutte le forme di automazione e meccanizzazione della storia: inducono nel processo produttivo degli importanti aumenti della produttività.

 

A pensarci bene non hanno nulla di diverso dalle macchine a vapore o dai telai meccanici dei secoli scorsi, in questo senso sono un progresso tecnologico che consente di risparmiare lavoro umano garantendo la parità del risultato.

 

Dire che “distruggono” posti di lavoro potrebbe essere eccessivo, ma non tenerlo in considerazione potrebbe essere azzardato.

 

 

Dalla teoria alla pratica

Le possibilità di utilizzo sono tante e il limite diventerà forse la fantasia, specialmente in ambito marketing.

Nel futuro che è dietro l’angolo, le campagne marketing guidate da AI avranno la capacità di interpretare il linguaggio naturale (NLP *) e comprendere cosa vorrà vedere l’utente in base alle sue caratteristiche, presentando dei contenuti/ads ottimizzati, in grado di fornire una esperienza di fruizione ultra personalizzata.

Con l’acronimo NPL si intende Natural Language Processing, ovvero una tecnologia di machine learning cognitiva che rileva gli user traffic trends e i comportamenti degli utenti, analizzando dati e contenuti pubblicati. L’intelligenza artificiale impara a conoscere quello che gli utenti fanno e relazionerà nel tempo le ads più giuste, in base alle emozioni espresse.

Prepariamoci quindi all’automatizzazione di campagne su temi come leadership, awareness e vendite ma per il momento concentriamoci su esempi più concreti.

 

Acquisti

Il chatbot di Pizza Hut, non consente solo di comprare, ma impara a conoscere quello che ci piace e le nostre abitudini. Con il passare del tempo proporrà, ad esempio, delle ricette alternative in linea con i nostri gusti e ricorderà quale ingrediente proprio non digeriamo.

 

Shopspring si occupa di fornire dei consigli sugli acquisti ed effettuare ricerche specifiche su capi d’abbigliamento, proprio come se fosse un vero shopping assistant.

 

L’azienda di abbigliamento H&M ha implementato il proprio bot come l’evoluzione del sito di e-commerce, proponendosi come uno stilista in grado di creare l’outfit personalizzato

 

Ricevere assistenza

L’esempio della compagnia aerea KLM dimostra che il classico customer care ha le ore contate. Grazie a questo bot si può gestire tutto quello che riguarda il nostro volo.

 

Collaborazione lavorativa

Ricevi decine (per non dire centinaia) di mail e non sai come fissarti le priorità? Non c’è problema, ci sono sistemi di AI come Notion che imparano come gestisci la casella di posta e ti aiutano a migliorare la produttività.

 

Ci sono anche dei bot che possono aiutare nell’organizzare dell’agenda quotidiana. X.ai è uno di questi.

 

News

La CNN può farti sapere tutte le notizie che vuoi. PS occhio che a volte esagera 😉

 

 

Il futuro è nei bot. Non ignorare il futuro

I bot stanno aprendo molti nuovi scenari e le aziende che hanno iniziato ad investire per prime nel loro sviluppo, avranno un vantaggio competitivo enorme rispetto alla concorrenza.

 

Alcuni paesi sono più maturi rispetto all’Italia, ma non c’è tempo da perdere, occorre colmare il gap prima di subito, perchè a “Zion” già si vocifera che l’intelligenza artificiale scriverà ben il 20% dei contenuti commerciali entro il 2018. Documenti legali, indagini di mercato, comunicati stampa, articoli e white papers saranno tra i primi contenuti testuali ad essere automatizzati.

Secondo un rapporto di Gartner, i bot alimenteranno l’85% di tutte le interazioni dei customer service entro il 2020.

 

Le informazioni saranno accessibili in qualunque momento e da qualsiasi strumento. Saranno i nostri comportamenti online e offline a definire le nostre esigenze e probabilmente non sarà più necessario cercarle perchè saranno loro a venire da noi, ancora prima di realizzare di averne bisogno.

 

Fonte: AI, machine learning top Gartner’s 10 tech trends in 2017

Fonte: 9 Artificial Intelligence Stats That Will Blow You Away

 

Se in questo momento ti senti un po’ come Alice che ruzzola dentro la tana del Bianconiglio, contatta un nostro esperto digital!

 

Di | 2017-09-25T08:38:47+00:00 marzo 24th, 2017|Digital Marketing|

L'autore:

Web Content & Social Media Manager